Stati Uniti a 3 anni. Si può fare!!

USA

E’ fine gennaio e inizio a preoccuparmi perchè non ho ancora scelto la meta delle vacanze estive. E non ho ancora prenotato nulla!!! Panico!

In genere scegliamo la nostra meta estiva così: Guardo un po di voli su SKYSCANNER. E’ comodissima la funzione dove puoi mettere ovunque come destinazione. Trovo un volo a buon prezzo e da li inizio a costruire un itinerario e vedo a che cifra arrivo. Può sembrare una cosa negativa, ma i bambini in camera con un solo adulto pagano intero, quindi devo rientrare in un budget prefissato.

Ma direi che questa volta non va proprio male! Già, perchè il volo così economico che ho trovato è un Milano Washington DC andata e ritorno ad Agosto. E allora perchè non provare a vedere un ritorno da New York? Pochissima differenza. Vediamo qualche hotel, il noleggio auto. Ci stanno due voli interni, ed ecco che il nostro itinerario è fatto. E si può fare!!! Certo che si può fare!!! Che emozione! Si parte per gli USA!!!! Chissà Matteo cosa penserà quando vedrà New York!!!!!!!!!!!!

In qualche giorno l’itinerario prende forma, vado in agenzia a bloccare i voli e faccio subito l’esta, indispensabile per l’ingresso negli USA. Un mio consiglio: mai emettere i biglietti aerei prima di avere l’esta approvato. Se l’esta non venisse approvato, bisognerebbe richiedere un visto, con tempi lunghi e costi alti, e non è detto che poi venga rilasciato. Quindi bloccare i voli in agenzia di viaggi (perchè su un sito internet non si possono bloccare per almeno 72 ore a parte qualche compagnia aerea) ed emetterli solo dopo aver ottenuto l’Esta.

Se invece volete prenotare tutto on line, allora meglio richiedere prima l’esta e successivamente comprare i biglietti, sperando che nel frattempo non siano aumentati di prezzo. Il sito per richiedere l’esta è  ESTA SITO UFFICIALE, l’informativa invece, potete trovarla QUI.

Attenzione, l’Esta costa $14 per persona e vale due anni. Se vi chiedono più soldi facendolo on line, sicuramente siete sul sito sbagliato. In agenzia di viaggi non sempre vi faranno l’Esta, perchè teoricamente le agenzie non potrebbero farlo per conto del cliente. E poi in caso di errore sarebbe una grossa responsabilità. Però spesso e volentieri, se acquistate da loro i biglietti aerei, saranno ben felici di farvi anche l’Esta, pagando i $ 14 senza nessuna spesa aggiuntiva. lo offrono come servizio, anche se, ripeto, non potrebbero farlo.

Se non comprate il biglietto in agenzia di viaggi, non andateci per chiedere se vi danno una mano a fare l’Esta. E’ una questione di rispetto per il loro lavoro, non sono ne un ufficio informazioni, ne un help desk!  Alcune potrevvero farvelo comunque applicandovi una fee (giustamente non possono lavorare gratis, nessuno lo farebbe) ma la maggior parte vi dirà di no.

Tutti i passeggeri devono fare l’Esta, anche i bambini, e ogni passeggero dovrà avere il suo passaporto.  ( QUI TROVATE I DOCUMENTI NECESSARI PER VIAGGIARE ALL’ESTERO CON BAMBINI )

Una volta ottenuto l’Esta (che in genere da una risposta immediata, ma in alcuni casi potrebbe rimanere in pending per massimo 72 ore) posso emettere i biglietti aerei e prenotare anche i voli interni (che a differenza degli intercontinentali solitamente non si possono opzionare). Alla fine il nostro itinerario è questo:

EAST COAST NEW ENGLAND E NIAGARA AGOSTO 2015

East Coast New England e NiagaraIl giorno della partenza l’emozione è veramente tanta. Per me non è  la prima volta negli USA, Sono stata a Los Angeles due volte, una a San Francisco, una a Miami, era la terza volta a New York, alcune tappe del New England le avevo gia fatte, anche Washington e Philadelphia le avevo già viste, ma partire per gli USA per me è sempre emozionante. Io adoro gli Stati Uniti.

Per arrivare a Washington dobbiamo fare scalo ad Amsterdam. Voli perfetti, in orario e abbiamo viaggiato molto bene. Temevo il freddo glaciale sull’intercontinentale di KLM, invece per fortuna non è stato così. Ma la mia preoccupazione più grande erano le 8 ore di volo per Matteo. Era il suo primo volo intercontinentale e mi chiedevo come avrei fatto a fargli passare tutto quel tempo. Ma i bambini come al solito ci stupiscono. Sarà stata la novità visto che era la prima volta che saliva su un aereo così grande, oppure la voglia di arrivare in America visto che continuava a dire di non veder l’ora di vederla!

Mi ero preparata un po di giochini e film sul tablet, ma non sono serviti a nulla perchè lui ha preferito utilizzare l’intrattenimento a bordo. Si è guardato tutto Big Hero 6 in lingua inglese, ma non ha fatto una piega, ha dormito un po e qui ha sviluppato la sua passione per i bagni degli aerei (forse era meglio un altra passione, ma per i voli va benissimo)

Un altra mia preccupazione era passare l’immigration. Non avrei certo avuto problemi a passare, ma le lunghe code con un bambino sono difficili da affrontare. In più i bagagli si ritirano dopo l’immigration, quindi non avevo neanche i passeggino. Più di un ora di coda, ma è andata via liscia anche questa. Avevamo la nostra magica TRUNKI su cui Matteo poteva sedersi o riposare un pochino.

Passati i controlli dovevamo organizzare i trasferimenti in hotel. Di solito negli Usa per i transfer utilizzo i SUPERSHUTTLE, che si possono prenotare sia on line che in loco, ma in questo caso solo per comodità ho preferito il taxi ( ho scoperto UBER solo successivamente purtroppo). Nelle città ho preferito non avere la macchina per evitare problemi con i parcheggi e con il traffico. Meglio muoversi con i mezzi. Come zona per dormire ho scelto Dupont  Circle. Io trovo Washington veramente interessante a livello storico, molto elegante e pulita, ma poco viva. A noi un paio di giorni per visitarla sono bastati, tanto è tutto vicino, raggiungibile a piedi.

La Casa Bianca, l’obelisco del Washington Monument, la Reflecting Pool, il Lincoln Memorial, lo Smithsonian e il Campidoglio sono tutti vicini. Si, a fine giornata la “passeggiata” sarà stata bella lunga, ma davvero piacevole e molto interessante. La zona è tutta verde e Matteo ha corso e giocato tantissimo per tutto il giorno. Abbiamo pranzato in uno dei chioschetti vicino al Lincoln Memorial.

Il giorno successivo ci siamo dedicati alla visita del Pentagono con il suo memoriale costruito per onorare le 184 vittime che morirono presso il Pentagono l’11 settembre 2001. E’ costituito da 184 panchine allineate lungo la traiettoria sorvolata dal Volo 77, e disposte in base all’età delle vittime. I nomi delle vittime con la data di nascita sono incise sul bordo di un’estremità della panchina. Consiglio vivamente una visita, per i bambini può sembrare quasi un parco giochi dove saltare e giocare con l’acqua, ma basta spiegare loro che si tratta di un posto dove dire una preghiera e stare in silenzio quasi sicuramente non ci saranno problemi. Con Matteo ha funzionato, ma ovviamente la visita è stata molto breve. Ma devo dire che si è comportato benissimo.

La nostra visita è proseguita verso Arlington, il cimitero simbolo del patriottismo Americano. A me piacciono moltissimo i cimiteri americani. Mi danno un senso di pace infinito. Un prato immenso con tante lapidi bianche, tutte uguali, perfettamente ordinate. Ad Arlington sono sepolti 350.000 soldati americani oltre a molte personalità storiche importantissime come Il presidente Kennedy, la moglie Jaqueline Kennedy Onassis e il fratello Robert. Inoltre si trova il monumento al Milite Ignoto dove ogni mezz’ora si tiene la cerimonia del cambio della guardia.

Dopo la visita ad Arlington ci siamo diretti verso Union Station per ritirare l’auto a noleggio e cominciare il nostro tour. Per comodità al mattino abbiamo lasciato la camera in hotel chiedendo se potevano tenerci le valigie fino al tardo pomeriggio. Siamo poi passati a prenderle in auto prima di partire per Lancaster. Abbiamo dormito un in bellissimo hotel, ricavato all’interno di un antica fabbrica. Era un po fuori dal centro, ma per noi non è stato un problema visto che aveva all’interno un ottimo ristorante e avremmo visto la città l’indomani.

Lancaster è il punto di partenza ideale per visitare Amish County, la campagna circostante infatti è piena di insediamenti Amish. Bellissimo girare per le strade e vedere lo stile di vita di questa popolazione. Vivono ancorati al passato, seguendo uno stile di vita semplice. Rifiutano la tecnologia e si occupano prevalentemente di coltivazione della terra e allevamento. Spesso si possono vedere gli Amish rivendere i loro prodotti. Vivono anche di questo.

Matteo ha amato moltissimo questa zona. Sopratutto si è chiesto mille volte perchè vanno in giro con le carrozze con i cavalli e non in auto! Per i bambini, come per gli adulti, è un mondo completamente diverso dal nostro, per questo motivo ha un suo fascino.

Dopo Lancaster e il suo mondo Amish, ci dirigiamo in direzione New York. E’ la seconda volta che arrivo a New York in auto, sempre dal Lincoln Tunnel. L’ingresso a Manhattan è sempre un po inquietante per me in un primo momento, in qualsiasi modo ci arrivi. Ho provato in auto, in taxi, uscendo dalla metro e in nave: mi fa sempre lo steso effetto. Mi sono sempre sentita immediatamente piccola piccola, fa quasi paura, spaesata. Ma dopo pochi secondi è come se la città ti chiamasse e in un attico ci si sente a casa. Anche la prima volta è stato così, e lo è sempre. Che sensazione fantastica. Amo New York per questo.

E Matteo? Penso che abbia fatto lo stesso effetto anche a lui. Quando siamo arrivati dormiva ma appena si è svegliato si è ammutolito con gli occhi al cielo. Dopo un attimo ha cambiato faccia: ho visto stupore e gioia nei suoi occhi. Ha visto subito la metro vicino all’hotel e Starbucks per la colazione. Sembrava sapesse già come muoversi in città. Correva, saltava e non vi dico tutti i gridolini di gioia. Entusiasta.

Vedere New York con un bambino è fantastico. Si assapora tutto, perchè i bambini guardano qualsiasi cosa. Sono attratti da tutto. A Central Park si è fermato a vedere una partita di baseball e a giocare con le bolle di sapone giganti. Sicuramente sarà nell’album di nozze di due sposini visto che ha voluto fare la foto con loro!  Abbiamo dedicato poi un intera mattina a Central Park, i bambini adorano i parchi, sopratutto se sono pieni di scoiattoli. Quando ci sono dei bambini in viaggio, è importantissimo organizzare qualcosa anche per lodo e dargli i loro spazi. Cosi possono apprezzare anche loro un viaggi anche se impegnativo. Non sono mancate le visite a da Toy’s Rus e M&M, ma queste sono tappe che piacciono anche agli adulti in fondo!

Al Village si è fermato a vedere i ragazzi che suonavano e ballavano ed è stato uno spettacolo bellissimo. Quando vedeva un parco giochi ovviamente si fermava e tu ti trovavi a chiaccherare del più e del meno con la nonna newyorkese che portava i nipotini al parco. Era la mia terza volta a New York, ma la prima con Matteo. Un modo totalmente diverso di vedere la città.

Avendo la macchina a noleggio abbiamo preferito lasciarla in un parcheggio. Visto che a Manhattan costano tantissimo, abbiamo optato per un parcheggio nel Queens a due passi dalla metropolitana. Pagato pochissimo e la soluzione è davvero comoda. Per arrivarci abbiamo deciso di fare il giro lungo perchè volevamo provare a fare il ponte di Brooklyn in auto, ma non è stato niente di che dato il traffico. Molto meglio percorrerlo a piedi.

Non sto a raccontare cosa c’e a vedere New York, ci sono mille guide per questo. Preferisco raccontarvi come mi sono organizzata con Matteo. Per stare più tranquilla ho preferito prenotare da casa sia la Statua della Libertà che l’Observatory: ho preferito questo all’Empire, perchè il secondo l’ho già visto due volte e poi perchè si trova di fianco al 9/11 memorial. In questo modo, avrei dedicato una giornata alla South Manhattan e al village senza dover fare troppi spostamenti in metro, visto che a New York muoversi con i mezzi e il passeggino è davvero impegnativo. Le metro sono molto vecchie e spesso non hanno ne ascensori ne scale mobili.

Ho prenotato la statua della libertà al mattino, tanto Matteo si sveglia sempre prestissimo, quindi non avevamo nessun problema a trovarci li alle 9.30. Sulla corona con i bambini non si può salire, per cui ci siamo limitati al piedistallo, ma anche da li …che bella vista!!!

Abbiamo pranzato vicino al 9/11 memorial e poi abbiamo fatto una passeggiata intorno alle vasche del memoriale. Questo è stato anche uno spostamento tattico visto che Matteo dopo pranzo si mette sul passeggino e dorme un paio d’ore. Ho sempre cercato di dedicare queste due ore agli spostamenti a piedi lunghi o alle cose noiose per i bambini. Oppure allo shopping!!! In questo caso le ho utilizzate per visitare il 9/11 museum.

Nel pomeriggio siamo saliti sul One World Observatory, il grattacielo costruito dove prima si ergevano le Twin Towers. In realtà le torri gemelle erano esattamente dove adesso si trovano le due vasche commemorative. A fianco è stato costruito questo altissimo grattacielo, meglio conosciuto come Freedom Tower, il più alto di tutto l’emisfero occidentale.

Al 102esimo piano si arriva con una salita in ascensore di 60 secondi davvero bellissima. Non vi racconto la salita perchè è un emozione unica, vi rovinerei la sorpresa. Vi dico solo che Matteo era entusiasta. Per prenotare il One World Observatory potete visitare il SITO UFFICIALE

Scesi dall’Observatry abbiamo percorso il ponte di Brooklyn a piedi e poi ci siamo diretti verso il village per cenare. E’ qui che Matteo ha visto un gruppo di ragazzi suonare e ballare e si è voluto fermare a tutti i costi. La serata è stata bellissima.

Lasciamo New York in direzione Cape Cod. La nostra destinazione finale sarà Hyannis dove abbiamo prenotato l’albergo. Durante il tragitto ci fermiamo a Newport e a Providence per avere un assaggio del New England.

I giorni sono pochi per poterlo visitare in modo più approfondito, ma penso che in futuro organizzeremo un intera vacanza in queste zone vista la loro inestimabile bellezza. Se potessimo trovare un paio di settimane tra fine settembre e ottobre per vederle nel periodo del Foliage sarebbe il massimo: i colori autunnali in questi luoghi sono favolosi.

Questa zona del Massachussets è ricca di spiagge meravigliose, piccoli paesini e fari: i famosi lighthouses del New England, quelli che si vedono spesso nei film tratti dai libri di Nicholas Sparks. Questa è una delle mie zone preferite d’America, molto simile alla nostra Europa per certi versi. Abbiamo passeggiato per le piccole cittadine, visitato i porticcioli, meravigliosi e pieni di barche visto che questa è la patria della vela. Abbiamo corso sulle spiaggie e giocato a tirare i sassi in mare. Siamo andati alla ricerca dei fari e da li abbiamo ammirato il tramonto. E qui non può assolutamente mancare una cena a base di aragosta!!! la fanno in ogni modo,a dalla semplice aragosta alla griglia ai tipici lobster rolls. Da provare.

E’ stata una giornata rilassante che Matteo ha amato molto, senza troppi pericoli a cui stare attenti e orari da rispettare, vissuta con calma e serenità come amano i bambini.

Lasciamo questo angolo di paradiso per dirigerci verso Boston, forse la più europea tra tutte le città Americane. Siamo andati subito in Albergo a lasciare i bagagli per poi andare in aeroporto a consegnare la macchina, visto che da questop momento in poi non ci serve più.  questo momento in poi non ci serve più. Meglio Rientrare dall’aeroporto in metro senza valigie, passeggini, zaini etc è decisamente piu comodo.

Ho scelto un hotel nella zona di Quincy Market, è forse la zona più animata della città. Ed è una zona comoda anche per la sera quando si deve cenare, per non essere troppo distanti dall’hotel. Poi Quincy Market è una tappa d’obbligo a Boston. Si tratta di una costruzione del 1826 con all’interno ristoranti, bar e negozi. ottimo per la colazione o per un pranzo veloce. E’ una zona piuttosto animata, nel tardo pomeriggio poi iniziano a radunarsi ballerini di break dance e artisti di strada (che Matteo adora).

Per la sera decidiamo di cenare a Little Italy (Matteo aveva voglia di pasta e allora perchè non concedergliela?), che si trova a circa 10 minuti a piedi dal nostro hotel. Poi andiamo al Quincy per vedere un po di Break Dance che a Matteo piace tanto. Ancora adesso li imita ogni volta che balla.

Il mattino seguente decidiamo di dedicarlo in buona parte al Boston Common, il parco più grande della città. Scrivo “diciamo”, perchè chiedo sempre anche a Matteo cosa ha voglia di vedere tra un paio di alternative. Il Boston Common è pieno di scoiattoli e con un bel lago dove fare un giro sulle barche a forma di cigno. Una bella pausa di relax sia per noi che per Matteo che ha cercato per tutto il tempèo di accarezzare questi bellissimi animaletti.

Il pomeriggio l’abbiamo dedicata al Freedom Trail, quella linea di mattonelle rosse lunga 2,5 miglia che percorre 16 zone storiche della citta, dal Boston Common, passando per Bacon Hill, scoprendo la ricca storia della rivoluzione Americana. Per fare questa lunga passeggiata ho aprofittato del pisolino pomeridiano di Matteo, visto che per lui sarebbe stato un pò noioso.

Dopo il freedom Trail ci siamo diretti verso il porto. Qui abbiamo cenato e ascoltato un po’ di buona musica mentre passeggiavamo dopo cena.

Il nostro viaggio volge quasi al temine. manca l’ultima tappa: Niagara falls.

Per questione di tempi e distanze, preferisco volare su Buffalo, piuttosto che andare in auto. Troppe ore in auto con i bambini non sono mai consligliate. Il viaggio sarebbe pesante per loro, come lo sarebbe per noi.

Il volo da Boston a Buffalo è in perfetto orario. All’arrivo prendiamo un taxi verso il lato canadese di Niagara Falls. Infatti è li che alloggeremo visto che mi sembrava la parte migliore per Matteo perchè da l’idea di un luna park!! Sale giochi, parchetto con i dinosauri, giostrine varie. Il lato americano è molto più tranquillo.

Il nostro hotel è in una zona piùà tranquilla, a due passi dal Casino Niagara e di fronte a STARBUCKS per la colazione. Per raggiungere la zona più vivace dobbiamo fare qualche minuto a piedi. Ma il bello è la passeggiata che arriva sotto le cascate. L’abbiamo percorsa mille volte, anche di sera con le cascate illuminate. Non vi dico Matteo, è rimasto sbalordito. Non aveva mai visto nulla di simile. Le cascate non sono altissime, circa 52 metri, ma è il fronte d’acqua che è impressionante. La portata è di circa 110.000 metri cubi al minuto di media e sono ampie circa la metà delle cascate Vittoria in Sudafrica. Sono sicuramente le cascate più famose al mondo, proprio per la loro spettacolarità.

Sono tre cascate distinte, originate dallo stesso fiume, il Niagara. Sul versante canadese troverete le horseshoe falls a forma di ferro di cavallo e sono , a mio parere, le più spettacolari. Sul lato statunitense abbiamo le American Falls. La Goat Island (Isola delle Capre) separa le due cascate principali.Sempre sul lato statunitense, le più piccole sono le Bridal Veil Falls (cascate a velo nuziale). Le cascate si trovano tra il Canada e gli Stati Uniti D’America e, precisamente, tra i laghi Erie e Ontario.

Per il giorno successivo avevo prenotato per tempo un escursione con la GRAY LINE, l’agenzia di incoming più grande degli Stati Uniti d’America, ma potete trovare queste escursioni anche suGET YOUR GUIDE,  MUSEMENT o EXPEDIA

L’escursione parte dal lato Americano, quindi noi, alloggiando sul lato canadese, abbiamo dovuto attraversare il Raibow Bridge a Piedi, passando così la dogana tra Canada e Usa. Siamo partiti con un pullmino che ci ha portato nella zona della centrale elettrica per poi ritornare verso le cascate. Ci siamo imbarcati sulla MAID OF THE MIST, un imbarcazione che arriva sotto le Horsehoe falls., Per fortuna ci hanno dato delle mantelle impermeabili prima di salire, altrimenti saremmo scesi completamente lavati. Matteo è rimasto contentissimo di questa “gita in barca”, e si è divertito tantissimo con gli spruzzi d’acqua che arrivavano dalla cascata!

Una volta scesi dalla maid of the mist ci siamo diretti verso le cascate Americane passando prima dalla Goat Island per vedere il salto dall’alto. Davvero impressionante, mi girava la testa a vedere quell’acqua cadere così nel vuoto! Una mjeraviglia della nature. Infine, per vedere meglio le cascate americane, c’è un percorso che passa proprio a fianco ad esse, costruito artificialmente e bellissimo da visitare. Anche qui la doccia è assicurata, ma con le mantelle ci siamo quasi salvati.

Dopo il tour siamo tornati al nostro hotel per una doccia e dopo cena abbiamo fatto un ultima passeggiata lungo il fiume fino alle Horsehoe Falls illuminate. Il giorno successivo saremmo rientrati in Italia via New York.

Il nostro viaggio purtroppo è finito. Dobbiamo tornare alla vita di sempre e alla nostra quotidianità, ma con un carico di emozioni e di ricordi che questo meraviglioso viaggio ci ha lasciato. A Presto USA!

 

 

 

 

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